La scoperta di un nuovo biopolimero estremamente biodegradabile, più della carta, potrebbe segnare una svolta importante nella soluzione di questo enorme problema. Il problema della plastica, e in particolare delle micro-plastiche, ha infatti un’estensione globale: queste particelle microscopiche rimangono nell’ambiente quando la plastica più grande si deteriora, entrando nelle acque e, da lì, arrivando ovunque, persino nelle cellule umane.
Il Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI) e l’azienda di bioplastica Eastman, impegnata in prima persona nel riciclo della plastica di origine fossile, hanno stretto una collaborazione per velocizzare il degrado della bioplastica in acqua, individuando una possibile strategia per eliminare (o quantomeno, diminuire sensibilmente) la forma di inquinamento che coinvolge tutto il nostro Pianeta.
Leggi la notizia qui
Data: 23 ottobre 2024
